Quando si decide di visitare un paese tanto diverso strutturalmente e culturalmente dal proprio si devono mettere in conto le curiosità con cui si verrà in contatto.

Per curiosità intendo realtà a volte normali nel contesto, ma bizzarre per un tipo di forma mentis occidentale.
Per esempio le indicazioni stradali. Voi siete abituati, quando impostate il navigatore, ad essere accompagnati via dopo via alla destinazione.

Ad Arusha i nomi delle strade ci sono solo per le arterie principali, per tutto il resto ci si affida ai riferimenti fisici. Mi spiego. Per andare da via A a via B non si passa per via C e piazza D, si arriva fino alla piazza dell’elefante, si va diritto per un po’, si gira all’angolo dove c’è il negozio di libri e dopo il supermercato, il benzinaio e l’hotel con la statua dell’impala siete arrivati a destinazione.

Le prime volte è un caos micidiale, ma poi va meglio. Per me è stata una manna: ho un senso dell’orientamento pari a zero e questo criterio mi ha salvato più di una volta.

Un’altra curiosità riguarda la Clock Tower.

Si tratta di una torre con orologi su tutti i quattro lati posizionata all’interno della piazza da cui partono le due strade principali della città. È molto semplice nella struttura, con inserti di pietra, quasi austera, ma per gli abitanti di Arusha è un emblema. Pare sia stata costruita a metà strada tra la città del Cairo in Egitto e Città del Capo in Sudafrica: i due poli dell’Impero Britannico in Africa. Ignoro per quale motivo sia diventata il simbolo della città, ma così è e non sarò io a discutere.

Proseguiamo con una particolarità che si trova in tutta la Tanzania, non solo ad Arusha. Tutte le case e le strutture ricettive che non raggiungono il numero di stelle regolamentare per essere fornite di generatori hanno una struttura tipo palafitta con in cima un enorme contenitore nero di plastica: è una cisterna per la raccolta dell’acqua, che non è esattamente abbondante, e che viene usato all’occorrenza.

Sottolineo, infine, che la vegetazione è ricchissima e non è raro trovare vivai di piante e fiori lungo le vie principali.

Alcune di queste piante sono facilmente riconoscibili, altre davvero singolari e coloratissime. La vegetazione è una delle meraviglie della Tanzania: non bisogna essere degli specialisti per ammirare e apprezzare la flora locale e la foto ravvicinata di un fiore, tornati a casa, diventa la chiave per rivivere le emozioni provate e rimane a imperituro ricordo di un viaggio unico.

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