Per le vie di Arusha

Per le vie di Arusha

ArushaArusha è una città a nord della Tanzania famosa per essere la porta d’ingresso ai safari del Circuito del Nord, quelli che portano in Serengeti e Ngorongoro, e sta vivendo uno sviluppo vertiginoso.

Potremmo definirla una tipica città africana piena di gente, attività e traffico e dove il contrasto tra i palazzoni super moderni con facciate ricoperte di vetrate e le casupole con tetti di lamiera è una delle caratteristiche principali, ma Arusha è anche molto altro.

I locali per fare colazione aprono presto e la giornata prende vita.

Già alle prime luci dell’alba gli aiutanti dei conducenti dei DALADALA, microautobus onnipresenti, urlano la destinazione e il clacson suona per avvertire i potenziali passeggeri, mentre i taxi e i BODABODA aspettano pazienti i clienti sul ciglio della strada.

I bodaboda sono ‘mototaxi’ leggermente più cari dei dalaldala e leggermente più economici dei taxi convenzionali (ricordarsi in entrambi i casi di chiedere il prezzo prima di salire). Portano da una a N persone contemporaneamente sul sellino e mercanzia di varie dimensioni sul portapacchi posteriore.

Un azzardo micidiale servirsene, ma, diamine, bisogna provare tutto una volta nella vita!

A questa variopinta serie di mezzi pubblici si devono aggiungere le auto private, le scorrazzanti jeep dirette nei parchi per i safari, i pedoni in costante tentativo di suicidio e i COCOTENI.

I cocoteni sono carretti di legno con due ruote adibiti al trasporto merci di ogni tipo: sacchi di patate, legname, carbone, cianfrusaglie. Svolgono consegne per chiunque li ingaggi e sono spinti a braccia. Sì, a braccia. Uno o due uomini, a seconda del peso del carico, spingono questi carretti con la sola forza dei loro bicipiti. È ovvio che quando si infiltrano nel traffico diventano pericolosi e infastidiscono, ma poi si considerano tutte le motivazioni che possono spingere a fare un lavoro tanto faticoso (tra le quali l’assenza di ogni alternativa) e li si archivia tra le pieghe del cuore insieme a tante altre realtà non proprio facili da digerire.

Ad Arusha il mercato fa parte della città, i mercati per la verità.

Ce ne sono di organizzati e stabili, di periodici e poi ci sono gli ambulanti, donne per lo più. Stanno ai bordi delle strade con pannocchie abbrustolite, frutta e verdura e altri prodotti alimentari. La contrattazione è un must e se la aspettano su tutto, ma non su frutta e verdura che hanno prezzo fisso e invariabile.

ArushaLe due vie principali sono SOKOINE ROAD a ovest e OLD MOSHI ROAD a est. Convergono entrambe nella piazza della CLOCK TOWER, centro della città. Si racconta che la Clock Tower sia stata costruita a metà strada tra l’Egitto e il Sudafrica, ma non ho misurato personalmente.

So che gli abitanti di Arusha ne vanno fieri come di un monumento nazionale.

Più all’esterno c’è la Nairobi-Moshi road che circonda la parte nord e conduce da una parte, appunto, verso Moshi e il Monte Kilimanjaro e dall’altra verso il Serengeti e gli altri parchi nazionali.

La città è divisa in quartieri, o distretti, che hanno nomi affascinanti: Njiro, Ngulelo, Kijenge, Sanawari, Mianzini, l’area industriale di Ngarenaro e tanti altri e il piccolo fiume Naura la taglia a metà.

La vegetazione è rigogliosa e la periferia riserva sorprese come le piantagioni di caffè e scorci davvero meravigliosi che val la pena di godersi se non altro per il senso di pace che riescono a trasmettere.

Geografia di Arusha