La mia Tanzania

Arusha Tanzania

La mia Tanzania

Ogni posto che si visita è speciale, perché tutti i luoghi lo sono, ma ci sono posti che lasciano un segno profondo. Io ho amato la Tanzania dalla prima volta che ci sono andata e ne ho fatto la mia seconda casa. Cercherò di spiegarvi perché.

In un ristorantino tipico Tanzania
In un ristorantino tipico

Quando sono approdata all’aeroporto internazionale del Kilimanjaro la prima volta ero pronta per un viaggio particolare, un safari fotografico. Avevo una buona disposizione d’animo, sapevo che mi sarebbe piaciuto ed in effetti è stato indimenticabile.

Ragionandoci sopra, però, ho analizzato le cose da diverse angolature e ho cercato di capire perché quella terra, quella gente, mi erano rimasti nel cuore. Ho passato i mesi successivi pensando e ripensando. Non ho ancora trovato una risposta completa, lo ammetto, ma tanti spunti.

Mirta e Moody
Io e Moody sempre insieme

Innanzi tutto l’aspetto naturalistico è a dir poco fenomenale. Non si può capire fino in fondo di cosa io stia parlando se non ci si trova lì, in mezzo al Serengeti, sul belvedere del cratere di Ngorongoro, davanti a un maestoso elefante del Tarangire.

È qualcosa che va al di là di ogni più sfrenata immaginazione. Persino gli alberi creano una storia: come si fa a non pensare alle fiabe guardando un baobab con il tronco cavo e la corteccia deturpata dagli elefanti? E le acacie, che offrono riparo e ombra spuntando qua e là nella savana come veri e propri ombrelli viventi?

Tutto è in armonia, tutto è perfetto, quasi immobile: i branchi di gazzelle che brucano, le giraffe che scelgono le foglioline sulle cime degli alberi, i leoni assonnati che aspettano l’imbrunire per sorprendere qualche sventurata preda, le zebre e gli gnu in perenne compagnia e gli animali più timidi, meno propensi a farsi scovare.

I tramonti nei campi tendati in attesa della cena in Tanzania, davanti ad una bibita fresca, quasi surreali. Ogni rumore proviene dalla natura, ogni silenzio permette di ascoltare intensamente. Non è un caso che io e Moody ci siamo innamorati in Serengeti e lì facciamo le nostre fughe ogni volta che possiamo.😊

Poi c’è la vita quotidiana, quella della città, quella polverosa e densa di attività. Le arterie principali sono asfaltate, ma tutte le strade secondarie sono sterrate. Se la stagione è secca ce la si cava con la polvere, se è stagione di piogge ci si avventura nei crateri di fango con la macchina e si procede a passo d’uomo. Alcuni penseranno che questo sia un punto a sfavore, per me non lo è. Fa parte di quella realtà quotidiana delle città africane che io trovo abbia un fascino tutto suo.

Attività ad Arusha Tanzania
Una tipica strada sterrata di Arusha

Le giornate scorrono come in qualsiasi altra città: ci sono il lavoro, l’ufficio, la spesa, la casa di cui occuparsi e i cani da intrattenere, ma quando si esce in strada le cose cambiano vistosamente. Le strade vivono di vita propria, di caos vero potremmo dire, e questa è la parte che io amo di più, quella più caratteristica, quella dall’anima interamente africana.

Arusha Tanzania
Arusha, una strada centrale

Anche la casa ha le sue peculiarità. L’acqua è un bene prezioso e la luce, umeme in swahili, una sorta di terno al lotto. Io e Moody ci siamo organizzati con le torce dopo l’ennesima cena preparata a lume di candela. Molto romantico sicuramente, ma molto poco pratico.😃😃

Questo secondo me significa amare un luogo: amarne le bellezze, ma anche la quotidianità, trovarsi a proprio agio in tutte le situazioni e in sintonia con tutte le persone, scambiarsi pillole di cultura e arricchirsi interiormente.
Insomma, sentirsi a casa. 😍😍

Geografia di Arusha