La cucina Tanzaniana

La cucina tanzaniana è a base di carne e pesce, grigliati, fritti, in salsa di cocco, ma basicamente proteica.

Generalmente si tratta di carne di manzo (ng’ombe) o di pollo (kuku), ma non è difficile trovare la capra (mbusi). Il pesce, tipalia, proviene dal Lago Vittoria e viene consumato nelle zone interne, mentre sulla costa e le isole si trova ottimo pesce di mare.

I contorni più comuni sono la mchicha, una specie di spinacio, il kachumbari, un’insalatina deliziosa con pomodori, carote, zucchine e cipolle tagliate a listelle sottili, i fagioli in umido, il riso bianco bollito e, ovviamente l’ugali, una sorta di polenta molto compatta fatta con acqua e farina di mais bianco senza sale. Non solo è il contorno più comune, ma è anche il piatto nazionale della Tanzania. Il sale non è usato in generale e viene aggiunto in un angolo ai piatti serviti.

Molti dei piatti sono cucinati con spezie di vario genere: un’eredità della cucina orientale. La comunità indiana è  piuttosto numerosa e ha apportato le sue varianti alla cucina autoctona. Varianti che sono entrate a far parte a pieno diritto nella cucina nazionale. Un esempio tipico sono le sambusa, frittelone triangolari piene di carne speziata e verdure. Molto saporite.

I dolci sono spesso preparati con il riso, un altro degli alimenti base. Ottime le vitumbua: frittelle di riso dolci.

Per quanto riguarda le bevande i tanzaniani consumano principalmente birra. Le migliori sono la Safari, la Serengeti e la Kilimanjaro.

Come liquore generico si trova il konyagi, simile al gin. Ottimo come aggiunta ad alcune bibite.

Una curiosità: nei lodge e nei campi tendati sono fornite le posate, ma i tanzaniani mangiano tradizionalmente con le mani.