Tribù e cultura

Tribù

Della popolazione tanzaniana fanno parte più di 120 tribù

Alcune numericamente molto significative, altre composte da poche centinaia di persone, ma tutte legate al territorio di appartenenza.

La tribù più numerosa, 3.2 milioni di persone, è quella dei Sukuma, della regione del Lago Vittoria, con Mwanza come città di riferimento principale. Questa tribù ha una storia legata all’agricoltura e all’allevamento e alle tradizioni anche musicali della propria gente. Credono in un Dio supremo e nel rispetto degli spiriti degli antenati.

Praticano la medicina tradizionale con guaritori della casta degli nfumuche, con amuleti, celebrano riti appositi e focalizzati alla guarigione. Caratteristica, ancora oggi, del legame tra musica e popolo, è una danza che si svolge nei mesi tra giugno e agosto, la danza Bugobogobo, durante la quale vengono utilizzati anche grandi pitoni.

Un’altra tribù numerosa e per certi versi singolare è la tribù dei Chagga, della regione del Kilimanjaro.

Questa tribù vive immersa nelle piantagioni di caffè e banane, con le quali producono la caratteristica birra chiamata mbege. Le abitazioni caratteristiche non hanno finestre, sono ricoperte da un fitto strato di paglia e sono divise in vari ambienti interni. Tradizionalmente coltivatori e allevatori, hanno imparato anche l’arte dei maniscalchi dalla vicina tribù dei Pare.

La zona di Dar es Salaam è abitata tradizionalmente dalla tribù dei Wazaramo, mentre la costa e Zanzibar dalle popolazioni Swahiliche hanno dato anche il contributo alla lingua che si parla ancora oggi in Tanzania.

La tribù dei Makonde, raffinati scultori di teste e statue tradizionalmente intagliate nel duro legno di ebano, è originaria del Mozambico e abita la parte a sud-est della Tanzania.

Nelle vicinanze del Lago Eyasi vivono due tribù ancora allo stato primitivo

I Datoga, maniscalchi in grado di forgiare gioielli e punte di frecce da metallo rottamato, e gli Hadzabe, cacciatori-raccoglitori orgogliosi delle loro tradizioni legate al territorio.

La tribù, però, più famosa di tutta la Tanzania è quella dei Masai, o Maasai, di origine nilotica e non bantucome quasi tutte le altre tribù tanzaniane. I Masai sono tradizionalmente allevatori e vivono principalmente a Nord, nel territorio compreso tra Ngorongoro e Serengeti, ma non è difficile vederli anche in altre parti della Tanzania. Hanno una rigida struttura sociale di tipo patriarcale, dove anziani e guerrieri prendono le decisioni importanti. I giovani maschi hanno diversi riti di transizione per entrare nell’età adulta e per passare attraverso tutte le fasi che li portano ad essere guerrieri anziani.

Vivono in capanne fatte di fango e sterco, le manyatte

Secondo una gerarchia legata al sesso e alla posizione all’interno della tribù. Praticano la poligamia e i matrimoni sono organizzati dagli anziani: un guerriero di solito si sposa intorno ai 30/40 anni. Si vestono con le tradizionali coperte i cui colori sono decisi in base al ruolo ricoperto. Parlano una lingua nilotica, il Maa, ma anche lo swahili poiché hanno molti contatti con il resto dei tanzaniani: sono infatti spesso assunti da lodge, ristoranti e campi tendati per la sicurezza. Hanno fama di essere molto coraggiosi. Praticano una strana danza fatti di salti spettacolari e producono gioielli in perline e metallo molto caratteristici.

Le tribù della Tanzania non sono finite qui: ogni città, ogni regione ha le sue tribù caratteristiche. Impossibile elencarle tutte, ma spesso, con un buon programma di turismo culturale, è possibile visitarne ed avvicinarne alcune tra le più interessanti.

La Tanzania è natura, ma anche cultura: farsi trasportare in esperienze tanto affascinanti significa capire questo mondo straordinario fatto di tante sfaccettature, tutte a loro modo uniche.

Tanga