IL NATIONAL MUSEUM DI DAR ES SALAAM

IL NATIONAL MUSEUM DI DAR ES SALAAM

I musei mi piacciono tantissimo. Ognuno di loro è un micromondo con i suoi reperti, le sue testimonianze, i suoi tesori, e il National Museum di Dar non fa eccezione.

Aperto nel 1940 e dedicato a re Giorgio V di Inghilterra, è stato ampliato nel 1963 e affidato al Dipartimento delle Antichità.

Le sezioni del museo si dividono in storia, ambiente ed etnografia della Tanzania.

L’entrata è moderna e abbastanza austera, la prima sezione sconvolgente: la tratta degli schiavi, la dominazione tedesca e il protettorato inglese. Alcune fotografie sono quasi intollerabili come quella del bimbo costretto a portare un tronco sulla testa per evitarne la fuga o quella di Selemani Mamba, capo della tribù dei Wamwera, che si mise alla testa di una rivolta contro i tedeschi e finì catturato, messo in catene e impiccato. O ancora, schiavi usati per trasportare enormi zanne di avorio, ai quali è anche stata dedicata una scultura, e antiche quanto vere catene di ferro.

La storia continua con testimonianze dell’indipendenza, foto storiche del Mwalimu Julius Nyerere e momenti decisamente più gioiosi.

All’uscita da questa sezione si procede verso un’interessante sala dedicata alla pittura rupestre africana in generale e tanzaniana in particolare, con enfasi sul sito di Kondoa.

Da qui in poi parte la sezione più ricca e interessante di tutto il museo, quella dedicata all’evoluzione umana.

Modernissima, con pannelli interattivi e reperti, attraverso diversi corridoi si snoda la storia dell’origine dell’umanità con approfondimenti sull’ambiente circostante.

Naturalmente il sito di Laetoli e le impronte della famiglia di ominidi e quello di Olduvai hanno largo spazio e sono davvero ben approfonditi.

Si passa poi all’Habilis, all’Erectus, all’Acheuleano con un susseguirsi di teche colme di utensili e di pannelli esplicativi, riguardanti perfino la dieta di questi ominidi in evoluzione, fino ad arrivare al Sapiens e ai monili della tarda Età della Pietra.

Chiude questa carrellata sugli albori dell’umanità un pannello con la storia della tribù degli Hadzabe, una tribù a tutt’oggi rimasta primitiva sia nello stile di vita sia nelle tecniche di caccia e che vive nei pressi del Lago Eyasi.

Prima di lasciare il museo si fa una visita nel cortile interno che ospita il primo nucleo dedicato al re d’Inghilterra con la porta e l’iscrizione originali, una raccolta di reperti provenienti dall’attentato all’Ambasciata Americana di Dar es Salaam del 7 agosto 1998, in cui trovarono la morte centinaia di persone, e una collezione di auto d’epoca originali usate dal Mwalimu durante la sua lunga presidenza.

Dato che sono anche appassionata di letteratura, la curiosità riguarda la strada in cui si trova il museo: Shaaban Robert Street 5. Robert è il più famoso poeta tanzaniano.

PITTURE RUPESTRI KOLO-KONDOA