Usanze tanzaniane parte prima

Usanze tanzaniane.

Le usanze tanzaniane sono numerose e val la pena di conoscerle se si desidera visitare il paese.

La comunità è centrale: il singolo non ha un reale significato se non è integrato nel gruppo. In questo modo un bambino ha una madre naturale e altre dieci mamme che si prendono cura di lui, a volte zie, a volte amiche, a volte semplicemente le vicine di casa. Tutto è condiviso, dentro e fuori dalla famiglia.

Ci sono due cerimonie che esprimono questo concetto al meglio: i matrimoni e i funerali. Perché? Perché sono i due eventi che coinvolgono tutti. TUTTI. Cominciamo dal più gioioso.

Quando una giovane coppia decide di sposarsi e dopo che il futuro sposo ha chiesto nel modo opportuno alla famiglia della sposa il permesso di prenderla in moglie, ha inizio una reazione nucleare. I tanzaniani adorano prendere parte a questo evento.

I matrimoni, harusi in swahili, di solito si svolgono di sabato per i cristiani e di venerdì per i musulmani e non è possibile perderseli. La macchina dei neo sposi è in testa al corteo, seguono le macchine degli invitati che partecipano attivamente con un concerto di clacson. Il pick-up con la banda che suona ritmi incredibili chiude la fila.

Harusi

Matrimonio

I vestiti sono fenomenali: coloratissimi ed elaborati con altrettanto elaborate acconciature e, in alcuni casi, con decorazioni su mani e piedi. Sto parlando delle donne sposate.

Il lavoro dura circa una settimana e riproduce motivi floreali. Si usa un prodotto chiamato wanja, una polvere nera che viene poi fissata con la vaselina. Finito il disegno, le signore possono mostrarlo per i due mesi successivi prima che si renda necessario toglierlo.

Le donne della costa e di Zanzibar danno molta importanza a questa pratica e producono delle vere opere d’arte.

Sebbene molto più tristi, anche i funerali diventano una questione pubblica, soprattutto per i musulmani. L’inumazione deve avere luogo nell’arco delle ventiquattro ore successive al decesso e di solito nel villaggio di provenienza del defunto. Questo significa che ci si deve sbrigare molto velocemente se il villaggio in questione è molto distante.

Qualsiasi mezzo di trasporto è ben accetto: auto private, daladala (piccoli autobus cittadini), qualunque cosa. L’unica cosa che conta è essere presente. I cristiani hanno qualche giorno di agio in più, ma su una cosa sono tutti d’accordo: bisogna piangere. Piangere vistosamente per palesare il proprio dolore. Alcune famiglie ‘affittano’ addirittura dei professionisti che hanno il compito di disperarsi durante la cerimonia per dare al tutto un’aura di afflizione. Il dolore deve essere manifesto.

Come si può facilmente capire, la vita in Tanzania non è solo una questione personale, è una questione che coinvolge  tutti.

Come dicevo prima, un bambino ha un certo numero di mamas, dentro e fuori dal nucleo familiare. Guardando le cose da questa angolatura, la mama biologica deve essere riconoscibile dalle altre. Il modo tanzaniano di farlo è di una semplicità estrema, anche se allo stesso tempo di un’efficacia ugualmente estrema. Si mette il nome del primo figlio o della prima figlia dopo la parola mama ed ecco fatto!

Quando vado a visitare la mamma di Moody, la saluto sempre con ‘Shikamoo, Mama Moody’, dandole l’informazione che la rispetto (Shikamoo è il saluto riservato alle persone più anziane o di condizione più alta) e che so perfettamente che lei è la mamma di Moody.

Durante questi incontri ho sempre l’opportunità di fare nuove conoscenze con persone del vicinato: amici, parenti, vicini curiosi.😃 Questa è un’occasione speciale per i tanzaniani, l’occasione di fare domande personali, di condividere qualcosa da mangiare e da bere, di venire in contatto con delle convenzioni molto complicate che regolano ogni sorta di relazione.

Molto curiosa è la faccenda che riguarda i regali. Se si è invitati a cena, ad esempio, non c’è alcun obbligo di portare un presente, così come non c’è alcun obbligo di NON portarlo. Non bisogna offendersi, però, se il padrone di casa non lo aprirà davanti a noi. I tanzaniani considerano molto maleducato mostrare curiosità: questo non significa che non apprezzino la gentilezza. Al contrario, sono molto riconoscenti. (Continua…)

Per le vie di Arusha