Usanze tanzaniane seconda parte

(…Continua) Per quanto riguarda la vita familiare, il mangiare insieme non rappresenta un must come nel mondo occidentale, ma se succede è buona norma applicare il galateo tanzaniano della tavola. Prima di tutto, dato che per la maggior parte delle volte si mangia con le mani, lavarsele prima e dopo il pasto è assolutamente obbligatorio. In realtà si utilizza la mano destra, quella dedicata alle attività ‘pulite’, per portare il cibo alla bocca, ma si devono detergere entrambe. In secondo luogo, di norma, il cibo è posizionato al centro della tavola cosicché ciascun commensale può raggiungerlo e condividerlo.

Mangiare molto significa apprezzamento e ruttare soddisfazione e nessuno può lasciare la tavola prima che tutti abbiano finito: sarebbe considerato davvero scortese.

Due tra i piatti più popolari che si possono trovare in Tanzania sono il pilau e il biriani. Di origini indiane, sono preparati con carne, riso e spezie, ma mentre il pilau è diventato con il tempo un piatto comune, il biriani si prepara solitamente per le occasioni speciali.

Pilau

Sulla costa, durante i pasti, è possibile sorseggiare un tè molto speciale, fatto con cardamomo, zenzero e, a volte, vaniglia. Di solito, in Africa Orientale, il tè si beve con lo zucchero e una tazza di tè con un pezzo di pane e gli avanzi del pranzo costituisce la classica cena.

Continuiamo questa carrellata sulle usanze tanzaniane con una breve descrizione della tipica abitazione.

La tipica casa tanzaniana consiste di un edificio diviso in piccole unità, una per ogni famiglia. Dietro questa costruzione, alla fine del cortile, ci sono le docce e il bagno comuni. È proprio per questo motivo che tutti hanno uno speciale paio di ciabatte per andarci, le vyatu vya chooni, le scarpe da bagno, appunto.

Come si può vedere, anche le case sono pensate per essere condivise. Ancora una volta la comunità risulta essere centrale.

A questo punto è tempo di concentrarsi su altre cose, piccole cose a volte, tuttavia utili per capire la mentalità tanzaniana.

I negozi, per esempio, sono molto interessanti come è interessante il modo in cui le donne tanzaniane li approcciano.

A parte i macellai e le farmacie, duka la dawa in swahili, gli altri negozi non sono specializzati in un unico tipo di merce. Possono vendere vestiti, scarpe, sapone, assi da stiro e un numero immenso di altri articoli. Aprono direttamente sulla strada e parte della merce viene esposta all’esterno per attirare i potenziali clienti. Il resto si trova all’interno sugli scaffali, i muri o appeso al soffitto.

È molto comune che le donne entrino e tocchino una grande quantità di articoli, chiedano i prezzi e poi escano senza aver comprato nulla. Girano diversi negozi per confrontare i prezzi prima di decidere in quale è opportuno tornare. Il proprietario del negozio è consapevole di questo meccanismo e le saluta sempre con la frase karibu tena, ‘tornate a trovarci’, sperando di rivederle ancora.

Nelle strade è anche possibile trovare mercati all’aperto e bancarelle con ogni tipo di mercanzia: anche le compagnie dei telefoni offrono i loro prodotti su un tavolino di plastica e sotto l’ombra di un ombrellone.

Mpesa è un servizio che consente alle persone di caricare denaro nei propri telefoni, prelevarlo o mandarlo ad un altro numero se c’è bisogno di pagare qualcuno o qualcosa in un luogo lontano. È veloce e funziona anche durante i fine settimana.

Tra i mezzi di trasporto le biciclette sono molto popolari. I tanzaniani possono usarle per andare al lavoro, portare oggetti o decidere di caricare tutta la famiglia per andare in chiesa la domenica, sfidando tutte le leggi di gravità.

Lo sport nazionale della Tanzania è il calcio, mpira, e tutti ne sono appassionati. Non è raro vedere ragazzini giocare su campi improvvisati o gruppi di fundi, meccanici, alla fine della giornata di lavoro divertirsi una mezz’oretta di fronte all’officina prima del tramonto.

Questo porta l’attenzione sull’orologio tanzaniano che comincia con l’ora 1, le sette per noi, perché il sole sorge e tramonta più o meno sempre alle 7, sera e mattina. Per gestire la cosa in modo veloce, bisogna guardare la lancetta corta: l’ora swahili è esattamente l’opposto. Facciamo un esempio. Le due in un orologio occidentale sono le otto in quello swahili. Semplice, no?

Spero che queste righe abbiamo aperto una finestra sullo sfaccettato mondo tanzaniano e che possano aiutare chiunque voglia approfondire la conoscenza della cultura del popolo di questo bellissimo paese.

Usanze tanzaniane parte prima