La letteratura tanzaniana

La letteratura tanzaniana

Letteratura. Libri. Lettura. La mia idea di paradiso.😊

Al liceo, molto tempo fa, ero affascinata dalla mia insegnante di letteratura inglese che mi ha mostrato come questa sia una delle forme più intime di arte.

Ho fatto di questo il mio principio guida, mi sono laureata, in letteratura ovviamente😃, e da allora non ho mai smesso di essere interessata ad ogni sorta di testimonianza proveniente da tutto il mondo.

Sono venuta in contatto con la letteratura tanzaniana, va da sé, e mi sono trovata immediatamente coinvolta, così come ho cozzato contro un’innumerevole serie di piccoli problemi.

Prima di tutto la lingua usata, dato che questa letteratura fa parte di una letteratura più vasta, quella swahili, che include tutte le produzioni in swahili dell’East Africa.

Ma c’è di più. Dato che la lingua swahili è stata standardizzata solo recentemente, le origini delle produzioni sono legate allo specifico dialetto dell’autore. Problemi non facilmente gestibili, considerate anche le influenze arabe e islamiche nel mondo dell’East Africa.

La mescolanza tra la cultura originale Bantu, le sue musiche, i suoi proverbi e le sue storie, con la cultura Araba ha creato quella che noi oggi chiamiamo cultura swahili, una nuova forma con caratteristiche proprie.

La forma tradizionale della letteratura swahili era la poesia. Lirica, didattica, religiosa e, soprattutto, epica.

La più famosa forma di epica era il cosiddetto utenzi. Alcuni utenzi celebravano le grandi guerre, utenzi wa tambuka, alcuni si concentravano su una sorta di moralità religiosa, utenzi wa shufaka, oppure erano storie con intento didattico come l’interessantissimoutenzi wa mwana kupona, scritto dalla moglie di un sultano per la figlia adolescente e riguardante l’amministrazione del matrimonio. Un esempio unico per comprendere il ruolo delle donne e la struttura della famiglia nella cultura swahili.

Il passaggio da un mondo puramente Bantu a un mondo culturalmente misto deve aver avuto momenti di tensione.

Questo periodo può essere rappresentato da Liongo, una delle figure più eroiche della cultura swahili.

Era un guerriero e un cantore e molti dei suoi componimenti sono stati tramandati oralmente. Parlano di rituali di matrimonio e di danze gungu.

Come ho più volte avuto l’opportunità di sottolineare, la danza è centrale nella maggior parte delle tribù con cui sono venuta in contatto. La danza insieme alla musica.

Come si può vedere, questa è una forma di cultura molto antica, molto radicata in tutte le tradizioni della Tanzania. Immagino che sia uno dei loro modi di mettere la comunità al centro di tutto, di vedere il divertimento come una sorta di coesione sociale.

In ogni modo, Liongo sembra essere esistito davvero intorno al 13° secolo. Si pensa fosse un gigante ed un re. Probabilmente è vissuto in un periodo in cui gli antichi re africani combattevano contro l’arrivo dei sultanati islamici.

Gli ultimi due secoli sono stati caratterizzati dalla colonizzazione e dalla decolonizzazione e la letteratura ha raggiunto una nuova dimensione.

La prosa, precedentemente usata solo per questioni teologiche e per pochi altri motivi, inizia ad essere sfruttata per racconti, romanzi e autobiografie ed arriviamo così a Shaaban Robert e ad Euphrase Kezilahabi, un autore contemporaneo molto interessante e complicato, ma per affrontare questi due giganti abbiamo bisogno di uno spazio a parte.😊😊

Il concetto di tribù