Le Gole di Olduvai

Tra l’Area di Conservazione di Ngorongoro e il Parco Nazionale del Serengeti si trova un posto speciale, la cui visita è caldamente consigliata. Si tratta delle cosiddette Gole di Olduvai, un canyon profondo circa 100 metri e lungo 48 km.

A cominciare dagli anni ’30 Louis Laeakey e sua moglie Mary, antropologi kenyoti di origine inglese, hanno trovato nella stratificazione delle rocce reperti di ominidi di epoche preistoriche.

Tra questi reperti anche quelli dell’Australopithecus Boiseidatabili a 1,75 milioni di anni fa e caratteristici solo di questa zona.

I bed, come vengono chiamate le stratificazioni, hanno portato alla luce molte ossa dalle quali è stato possibile fare importanti passi avanti nella storia dell’evoluzione.

Una guida Masai, sulla terrazza a ridosso delle gole, ci racconta la storia di questo straordinario posto e, accanto, è possibile visitare il piccolo museo, recentemente ristrutturato, nel quale sono stati raccolti e spiegati i ritrovamenti più significativi.

Circa a 40 chilometri dalle Gole di Olduvai, a Laetoli, Mary Leakey scoprì nel ’72 delle impronte di ominidi.

Erano due adulti e un piccolo, risalenti a 3,5 milioni di anni fa. Il calco di queste impronte è visibile al museo, ma purtroppo il sito non è visitabile.