Jambo!

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JAMBO!

La lingua swahili è un portento. Si tratta di una lingua agglutinante. Cosa significa? Significa che non segue la logica del singolare e plurale o maschile e femminile, ma che ottiene lo stesso risultato con un intricato sistema di suffissi, prefissi e infissi. Un po’ come un puzzle. Bisogna mettere la particella giusta e la parola, il verbo o l’aggettivo prendono vita.

Facciamo un esempio. Il verbo penda significa amare, piacere in generale. Ni è il soggetto io. Na è il marcatore temporale del presente. Ku è il pronome diretto ti. Ci siamo, adesso possiamo comporre la parola. Ni-na-ku-penda (ninakupenda): io ti amo. Non trovate che sia straordinario?

Ovviamente man mano che ci si addentra nello studio le cose si complicano e non poco.

Io sto litigando da anni, ma non cedo. Trovo che sia una sfida per me e le mie capacità logiche e, poiché sono innamorata delle lingue in generale e della Tanzania, sono assolutamente determinata a vincerla.

la lezione di swahili jambo
la lezione di swahili

In questo articolo affronteremo i saluti di base e alcune formule di cortesia per farvi arrivare preparati al primo contatto.

Quando si varca la porta di uscita dell’aeroporto ci si trova davanti un muro di persone: sono le guide che aspettano i clienti. Trovata la vostra sarete accolti da uno squillante jambo! È il saluto speciale per voi, gli ospiti, seguito da karibu Tanzania, ‘benvenuto in Tanzania‘. La forma corretta sarebbe hujambo, ma abbiamo tempo per approfondire.

L’accoglienza è molto importante per i tanzaniani e voi siete davvero i benvenuti.

Cominciate subito a stupire: rispondete jambo! anche voi.

Certamente la lista dei saluti non si ferma qui, anzi. Il carattere tanzaniano non consente di affrontare un argomento in modo diretto, quindi le formule di apertura e di cortesia si sprecano.

Vediamo quelle più simpatiche. Sempre per la regola del ‘cambio un paio di lettere e ottengo una parola nuova’, basta sostituire la ‘J’ con una ‘M’ e abbiamo mambo! Come il suo sinonimo significa ‘ciao’, ma in questo caso le opportunità di risposta sono molteplici. Poa: ok, safi: pulito, freshi: fresco e dole: tutto bene (questa risposta è solitamente accompagnata dal pollice alzato).

Il saluto che si riserva alle persone anziane o alle quali si vuole mostrare un particolare rispetto è shikamoo (pron. scicamo), che significa ‘sono ai tuoi piedi’, al quale si ribatte con un deferente marahaba, ‘grazie’.

Concludo questa carrellata con ciò che segue questi saluti introduttivi e cioè habari (con H aspirata).

‘Come va?’ Questa parola è il classico passepartout.

Perché? Perché, seguito da za (pron. sa) più una qualsiasi parola, è il pilastro di ogni conversazione. Habari za familia? Habari za shule? Habari za kazi? ‘Come va la famiglia, la scuola, il lavoro?’ Non così difficile, alla fine.

A questo punto mi sembra di avervi dato abbastanza input su cui ragionare per destreggiarvi tra i basilari saluti swahili: non vi resta che studiare!

La tanzanite