Tra tutti gli animali della savana, il leone è quello che colpisce maggiormente l’immaginario occidentale, forse perché rappresenta il coraggio, la forza fisica, la potenza. Ci sentiamo tutti intimiditi davanti a lui.

Seduti su un Land Cruiser nel mezzo della savana mentre lo osserviamo attraversare la strada davanti a noi c’è un’unica cosa da fare: incollarsi al sedile e restare immobili in assoluta ammirazione. E lui sembra saperlo con la sua andatura flemmatica, quasi svogliata, e la leggerezza con cui mette una zampa davanti all’altra con movimenti aggraziati e vezzosi.

È molto seducente con quella criniera bionda svolazzante. Fiero mentre fa mostra di sé. In inglese il branco viene definito in modo molto eloquente, ‘a pride of lions’. Lui è il re, in tutti i sensi, non ha rivali. E questo lo sa per certo.

L’età è determinante: al compimento dei cinque anni il naso da rosa diventa nero, momento che segna il suo ingresso nell’età adulta, il padre lo caccia dal suo gruppo durante un’affascinante quanto violenta cerimonia chiamata ‘collusion’  e il nostro leone è pronto a sfidare un altro maschio per appropriarsi del branco.

La lotta è all’ultimo sangue

Se vince scaccia l’avversario senza troppi complimenti, ne stermina la prole per evitare ogni legame e si procura allo stesso tempo un harem di leonesse disposte a soddisfare il suo bisogno di riprodursi.

La giornata del leone scorre tranquilla, tra un sonnellino all’ombra e una passeggiata per sgranchirsi le zampe, ma una volta ogni ventiquattro ore circa, spesso nelle ore buie, qualcosa lo risveglia. Un istinto atavico, pressante: la fame.

Il leone

Il leone

Il rito della caccia ha inizio. Le leonesse si occupano della direzione delle operazioni. Lui, magnanimo, sempre che la cosa lo sfrizzoli, da’ una mano. Avvistano la possibile preda, si appostano in attesa del momento giusto per attaccare e quando scattano la velocità e la coordinazione sono estreme. La gazzella, la zebra o lo gnu di turno non hanno scampo ed è senza dubbio uno spettacolo cruento, ma funziona così.

La vecchiaia del leone, se non impedita da una morte violenta, è solitaria. L’emarginazione tassativa. Abbandonato dalla forza fisica si snatura l’essenza stessa della sua esistenza. Triste? Sicuramente, ma anche lui deve sottostare alle dure e implacabili leggi della savana.

Nessuno può scappare, nemmeno il re.