Qua e là per la Tanzania

La Tanzania è famosa soprattutto per i parchi nazionali, compreso quello del Kilimanjaro, i panorami mozzafiato sulla Rift Valley, e gli arcipelaghi.

Di solito le guide fanno una suddivisione basata sui circuiti dei safari fotografici: io ho deciso di partire dalla costa e percorrere in senso antiorario il territorio di questo paese così ricco di natura e tanto altro.

La parte orientale si affaccia sull’Oceano Indiano e guarda una serie di isole che da sole varrebbero la pena di un viaggio. Non sto parlando di normali isole, sto parlando di posti leggendari come Zanzibar, Pemba e Mafia, sto parlando di spiagge di sabbia bianca e fine di fronte alle quali si possono ammirare i romantici Dhow arabi mentre sfilano di ritorno dalla pesca o da una gita…

sto parlando di parchi marini, di cultura e di un tuffo metaforico nell’eden. Stone Town, capitale di Unguja, isola più importante dell’arcipelago di Zanzibar, trasuda fascino da ognuna delle sue viuzze e dei suoi palazzi storici. Un fascino antico, ricco di segreti.

La costa tanzaniana ospita città interessanti come Dar es Salaam

La vecchia capitale, caotica e vivace, centro amministrativo e culturale, ma anche Tanga, a nord, che ha visto tempi migliori, ma dove si respirano ancora tranquillità e relax.

Da Tanga partono le Usambara Mountains seguite dai Monti Pare. Tra queste due catene si trova l’impervio Mkomazi National Park poi, in un soffio, si arriva ad Arusha, una delle città più importanti della Tanzania, anche perché porta di ingresso per i Parchi del Nord.

I più famosi in assoluto, i più pubblicizzati e filmati: il Serengeti, il Cratere di Ngorongoro, Il Lago Manyara, nato da un avvallamento della Rift Valley come il lago Eyasi e tanti altri monti e laghi della Tanzania, il Tarangire e l’Arusha National Park con il considerevole Monte Meru.

E poi ancora il Lago Natron, caro ai Masai perché ospita la loro montagna sacra, il vulcano Ol Doinyo Lengai, unico al mondo a eruttare lava bianca.

Tra Arusha e la città di Moshi, poi, si erge il gigante africano, solo in mezzo al nulla, spesso circondato da nubi: il mitico Monte Kilimanjaro. C’è da perdersi. Questi parchi possono essere un buon punto di partenza per un primo viaggio, l’entrée in un mondo fatto di natura, animali da capogiro e straordinaria biodiversità.

Uscendo dal Western Corridor del Serengeti si arriva al Lago Vittoria, il più grande e celebre tra i laghi africani. Il lago Vittoria si presenta da solo a partire dalle dimensioni che corrispondono più o meno alla superficie del Nord Italia  Anche la Tanzania è enorme, ha una superficie di circa 945.000 chilometri quadrati, più di tre volte l’Italia intera per intenderci.

A Ovest si raggiunge il Lago Tanganyica, l’altro grande lago africano, con il Parco Nazionale di Gombe, il più piccolo della Tanzania, dove vivono ancora gli scimpanzé, specie ormai seriamente minacciata.

Continuando lungo il lago in direzione Est si incontrano il Mahale Mountains National Park, il Katavi National Park, il bellissimo Ruaha National Park, che ha il pregio di essere meno battuto dei parchi del circuito del Nord e di offrire fauna da favola, il Parco Nazionale dei Monti Udzungwa e la riserva del Selous.

La Tanzania centrale è zona di altopiani con due particolarità: la capitale Dodoma e la cittadina di Kondoa da cui si parte per visitare le interessanti pitture rupestri.

Come potete capire, non esiste un’unica Tanzania, ma tante Tanzanie e tutte ugualmente affascinanti. Non è sufficiente un viaggio per poterla conoscere tutta, ma è sufficiente la giusta disposizione d’animo per entrare in contatto con questo mondo fatto di tante realtà e che seduce subito, dal primo istante.