Il Serengeti prima parte

serengetiParlare del Serengeti e condensarlo in pochi paragrafi non è affatto semplice.

Sono un po’ emozionata. Spaventata, forse. Terrorizzata, aggiudicato! Il rischio non è tanto quello di dimenticare qualcosa, che è più una certezza matematica, ma piuttosto quello di non esaltarne il giusto valore.

Il Serengeti non è solo uno dei luoghi più famosi e descritti del pianeta, è soprattutto un luogo magico.

La guida e l’attrezzatura fotografica sono il punto di partenza, ma bisogna portarci il cuore e viverlo con il nostro lato affettivo. Solo così si potrà veramente condividere la magia di questo parco. Passare uno dei gate di ingresso è come tornare bambini e aspettare la favola della buonanotte, quella favola che rimarrà con noi per sempre, quella che tocca le corde della nostra sensibilità in modo indelebile.

serengetiIl Serengeti è immenso, ha una superficie di quasi 15.000 kmq, dista 335 km da Arusha ed è posizionato al confine con il Kenya. È diventato Parco Nazionale nel 1951 e l’UNESCO lo ha dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Questi i numeri e i riconoscimenti.

Vediamo la conformazione.

Il parco viene universalmente diviso in 4 zone: il Nord, la Valle del Seronera, il Western Corridor e il Sud.

All’interno scorrono diversi fiumi tra i quali i due principali sono il Mara e il Grumeti lungo i quali, in specifici periodi dell’anno, è possibile assistere al passaggio degli gnu in migrazione e alla conseguente carneficina che i coccodrilli, appostati a pelo d’acqua, fanno di questi ungulati e dei loro piccoli.

serengetiL’immensità del parco è stata descritta in lingua Maa, la lingua dei Masai, con la parola ‘siringet’ (pron. siringhet), che significa ‘pianura infinita’ ed ecco dunque il nome Serengeti. In realtà le pianure sono vastissime solo nella parte meridionale, mentre tutte le altre zone sono disseminate di colline, gole e il paesaggio è multiforme.

Percorrendo le piste con il Land Cruiser ci si guarda intorno e si scorgono tutte le particolarità che la nostra fantasia associa di default alla savana:

immensi spazi aperti, flemmatici felini che riposano, mandrie di erbivori sparse ovunque, elefanti mastodontici e lenti, eleganti giraffe e acacie, i caratteristici alberi spinosi a forma di ombrello che si vedono sempre nelle fotografie e nei filmati.

La massima concentrazione di turisti è nella Valle del Seronera, la parte centrale del parco, che è un punto a sfavore.

Il punto a favore, però, è il Seronera Visitor Center dove si possono trovare info interessanti.

A Ovest si trova il cosiddetto Western Corridor, che ospita il fiume Grumeti e raggiunge, nella sua punta più estrema, il Lago Vittoria.

Il Nord, con le sue colline e le sue acacie, è attraversato dal fiume Mara e confina con il Kenya e il keniota Masai Mara National Park. Anche questa zona testimonia la migrazione degli ungulati, in questo caso tra i due parchi, e ha il pregio di non essere battutissima dai turisti, qualità da non sottovalutare.

Il Sud è caratterizzato dalle pianure, motivo per cui è più facile avvistare i ghepardi che trovano nella pianura il terreno ideale per raggiungere le folli velocità per cui sono famosi. (continua…)