Il Serengeti seconda parte

SerengetiNel Serengeti vivono tutti e cinque i Big Five: leone , leopardo, elefante, bufalo e rinoceronte.

Quest’ultimo, in realtà, è praticamente estinto anche se rarissimamente ne sbuca uno fuori dal nulla. La Rhino Conservation Protect Area è a Ovest delle pianure e, nascosto nella boscaglia, c’è il minuscolo museo Moru dedicato al rinoceronte, molto molto interessante.

A parte questi cinque giganti troviamo di tutto: gazzelle, antilopi, zebre, gnu, cani e gatti selvatici come serval, caracal e sciacalli. Tra i carnivori più aggressivi la iena  sicuramente ha il suo fascino. Tra gli erbivori più aggressivi c’è l’ippopotamo, nei fiumi o nelle apposite Hyppo Pool.

E poi i facoceri , dall’aria truce, ma in realtà simpaticissimi, e i

dik dik, micro antilopi dolcissime.

A tutta questa meraviglia dobbiamo aggiungere i rettili, alcuni davvero inquietanti come i mamba, verdi o neri che siano, e gli insetti. Per fare un esempio, le termiti imperano: il parco è disseminato di termitai.

Per gli amanti dell’ornitologia è un paradiso: c’è di tutto, tra cui l’endemico tessitore con i suoi nidi caratteristici  che sembrano ricami.

Le piante raggiungono le 300 specie, compresi vari tipi di acacia e alberi singolari come l’albero delle salsicce , l’euphorbia candelabrum  e il fico sicomoro.

SerengetiIn tutte le zone si trovano i kopjes, grandi pietre (granito) che con il tempo sono state modellate dal vento e dalla pioggia. Ce ne sono tanti: vi segnalo i più famosi e cioè i Simba Kopjes,

così chiamati perché i leoni ci si sdraiano sopra (simba in swahili significa, appunto, leone) e i Masai Kopjes, ma tutto il Serengeti ne è pieno.

Alcune strutture organizzano safari alternativi come quelli in mongolfiera, brevi escursioni a piedi e safari notturni (ovviamente in macchina).

Forse l’attrazione principale del parco rimane, però, la Grande Migrazione, ormai unica al mondo, cioè le carovane di erbivori (gnu e zebre) che si mettono in movimento da Sud a Nord o viceversa per centinaia di chilometri in cerca di acqua e pascoli. È straordinario assistervi: marciano spinti da una forza interiore, incuranti della fatica e dei pericoli che questa camminata nasconde. O forse lo sanno, ma l’istinto di sopravvivenza vince su ogni altra cosa. Senza cibo e acqua morirebbero comunque.

A questi spettacoli unici bisogna partecipare con empatia. Non sono solo gnu in marcia. Sono i rappresentanti di una legge cosmica: la legge della natura.