IL BAOBAB

“I baobab prima di diventar grandi cominciano con l’essere piccoli” diceva il Piccolo Principe, preoccupato per un’eventuale invasione di questi giganti sul suo piccolo pianeta.

baobab Nell’Africa subsahariana non c’è problema: lo spazio è immenso e ce ne possono stare in quantità.

Il vero nome del baobab è Adansonia Digitata dal signore che l’ha scoperta, un certo Adanson, nel diciottesimo secolo.

È un albero massiccio e di dimensioni davvero incredibili, ma non è tutto. Sembra che possa vivere fino a 3.000 anni e trattenere un numero spropositato di litri d’acqua per affrontare i periodi di siccità, durante i quali è completamente spoglio. Come fa? Con un sofisticato sistema di radici poco profonde che assorbono le rare piogge velocemente.

Il fiore è bianco e profumato. Il frutto una sorta di enorme noce, circa 15 centimetri, ricoperta di filamenti. All’interno c’è una specie di polpa bianca, acidula e commestibile. Oltre ad essere di ottimo sapore, contiene grandi quantità di vitamina C e viene anche usata per produrre caramelle.

baobab Per gli africani, soprattutto per le tribù che vivono nel bush, è un micromondo. Attorno al baobab si creano i villaggi. All’interno ci si ripara, si deposita il cibo e si seppelliscono, a volte, i morti illustri.

È facile capire come, in un attimo, questo gigante diventi parte integrante della vita della comunità e come sia facile creare storie e leggende o personificazioni di quello che viene considerato a pieno titolo come uno dei membri del gruppo.

La realtà è che serve a tutti in un modo o nell’altro. Non si butta niente. Foglie e frutti si mangiano, i semi abbrustoliti si usano per fare una bevanda e la corteccia, spugnosa, fornisce materiale per fabbricare corde, stuoie e cesti. Forse, però, l’impiego più importante sta nell’essere un luogo di incontro, il punto di riferimento del villaggio. All’ombra dei suoi rami ci si riposa, si aspetta l’ora della caccia e si prendono importanti decisioni.

Sembra una vita semplice, ma segue regole molto precise e, soprattutto, tramandate di generazione in generazione. Le radici del baobab sono le radici della comunità, la tradizione che regola la vita.

https://www.spaziosafari.com/tribu/2018/07/24/gli-hadzabe-seconda-parte/