La zebra è uno degli animali caratteristici della savana africana ed esistono alcune varianti o sottospecie

La zebra rimane sicuramente tra quelli più immediatamente riconoscibili per le sue striature bianche e nere e la criniera folta.

Appartiene al genere Equus e al gruppo degli ungulati perissodattili, cioè appoggia le zampe su tre dita e il terzo dito è il più sviluppato.

Vive in branchi anche abbastanza numerosi e spesso mescolati con branchi di gnu con i quali condivide la necessità di abbeverarsi quotidianamente e con i quali partecipa alla Grande Migrazione, proprio per cercare acqua e pascoli freschi.

La zebra ha una struttura più tozza del cavallo, simile a quella dell’asino, con un’altezza al garrese inferiore al metro e mezzo ed essendo un erbivoro è alla base della catena alimentare. I predatori la cacciano di continuo e per questo motivo lei ha sviluppato una tecnica di controllo molto ingegnosa: incrocia il collo con un’altro esemplare per avere una visuale del territorio a 360 gradi ed essere pronta allo scatto in caso di attacco. Ovviamente non funziona sempre, ma se sei un erbivoro e condividi lo spazio vitale con leoni e leopardi, devi assolutamente sviluppare qualche furbizia.

La gestazione dura un anno e si risolve con un cucciolo, che ha le striature marroni ed è molto delicato e fragile.

La mamma se ne prende cura con dolcezza e non è raro vederli camminare insieme incollati uno all’altra.

Il pasto prediletto prevede erba e radici e la ricerca dell’acqua costringe, talvolta, a passeggiate di chilometri, ma anche al tentativo di trovarla scavando.

Tra tutti gli animali incredibili della savana è quello più tipico, forse per il numero di esemplari, forse per quelle striature così distintive o forse per il suo nitrito singolare, quasi stridulo.

Io ho una predilezione per tutti gli animali più vulnerabili: certo un gruppo di leonesse in caccia è un’esperienza che tutti si augurano di fare durante un safari, ma come si fa a non tifare per la preda, a non sperare che riesca a salvarsi?

https://www.spaziosafari.com/arte-dallafrica/2018/09/15/pitture-rupestri-kolo-kondoa/