Le grotte di Amboni

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LE GROTTE DI AMBONI

A pochi chilometri da Tanga, affascinante città sulla costa nord, c’è un posto singolare che merita una visita: le Grotte di Amboni.

Al mio arrivo due cose mi hanno stupito: la strana atmosfera e una fitta vegetazione di fronte all’ingresso di bambù giganti che bordano un piccolo corso d’acqua. L’acqua in questa visita è fondamentale.

Non c’erano turisti. Eravamo soli Moody e io, ciononostante abbiamo avuto l’impressione di essere attesi.

Una piccola capanna di legno con un impiegato è il posto dove ci si registra e si paga per la visita guidata. Tutto è molto formale, molto professionale. Il rito della registrazione non è velocissimo e a ogni gesto, a ogni parola che viene scritta viene data un’enfasi particolare, come se si volesse creare suspence. Funziona: al momento di cominciare il tour con la guida avevo una certa ansia anche perché si viene informati di seguire alla lettera le istruzioni per non incorrere in spiacevoli sorprese e si apprende che le grotte sono popolate da pipistrelli.

All’inizio ambientarsi al buio non è semplice, ma proseguendo gli occhi si abituano e comunque in alcuni punti la luce filtra dall’alto e la guida è fornita di torcia.

Il percorso verso le grotte è programmato

La visita si snoda solo in alcune delle camere del dedalo di cunicoli, antri e rientranze che compongono questa meraviglia della natura.

Queste grotte si sono formate nell’arco di milioni di anni a causa dell’erosione subita dalla roccia calcarea da parte delle piogge penetrate nel sottosuolo. Il labirinto è pieno di stalattiti e stalagmiti meravigliose. Non è agevolissimo seguire il percorso: a volte si sale su ripide scalinate, a volte si scende con il solo ausilio delle proprie mani per non scivolare rovinosamente.

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Ingresso

Una delle camere è considerata dai locali un luogo speciale, dove gli spiriti degli antenati meritano offerte e regali e si crede nel potere di questo posto proprio per invocare l’aiuto dei propri avi.

Non mancano le leggende. La più famosa è quella che sostiene una lunghezza spropositata di queste grotte che, pare, arrivino alla costa, al Kilimanjaro e addirittura a Nairobi. A questo proposito si visita un antro che, sempre la leggenda, vuole essere stato il nascondiglio dei kenioti Mau Mau in fuga durante la rivolta del 1953.

Direi che ci sono moltissimi elementi che invitano a visitare questo luogo, a metà tra favola e realtà.

Una curiosità: pipistrello in swahili si dice popo e come sempre la dolcezza della lingua locale aiuta a dare a tutto una dimensione fiabesca.

La zebra