L’ippopotamo

L’IPPOPOTAMO

L’ippopotamo ricorda un fumetto, passa le sue giornate in acqua e, all’apparenza, pare innocuo. Anche la forma tondeggiante e le zampette tozze sembrerebbero avallare questa prima impressione. Errore!! Si tratta di tre tonnellate di ferocia.

Un’avvisaglia si ha quando apre la bocca e ci fa ammirare i suoi poderosi canini: 50 cm per 3 kg di peso.

E non è finita qui. Riesce a mettere in moto le sue zampette con una certa agilità e caricare alla folle velocità di 30km orari, a volte di più. Chi ci riesce a seminarlo? Ma quello che terrorizza è che non carica per mangiare se è affamato. È erbivoro: carica per uccidere.

Ci sono due motivi fondamentali che scatenano la sua rabbia: se è spaventato perché, ad esempio, trova bloccata la via verso l’acqua, o se teme per i piccoli. E probabilmente capita spesso: dopo la zanzara anofele, causa della malaria, l’ippopotamo è l’animale che miete più vittime tra gli umani.

Ma perché resta sempre in acqua? Per una valida ragione: è glabro e il forte sole africano non gli gioverebbe. È vero che la sua pelle secerne naturalmente una specie di filtro solare, però è molto meglio che rimanga al fresco di giorno ed esca al tramonto per cibarsi di erbetta fresca, allontanandosi anche di molto dall’acqua.

L’organizzazione sociale prevede gruppi abbastanza numerosi con un maschio alfa dominante che marca il territorio in un modo singolare e cioè spargendo le sue feci in acqua con la coda. La femmina, invece, esce dall’acqua per i suoi bisogni fisiologici. I piccoli sono tenerissimi, come tutti i cuccioli di tutte le specie.

Quando sono in acqua non è raro vedere che si immergono e rimangono sotto un bel po’. Possono resistere fino a 6 minuti in apnea.

È difficile che predatori come iene e leoni decidano di attaccare un ippopotamo: ci provano con i piccoli e di notte, quando sono fuori dall’acqua in cerca di cibo.

Come molti altri animali, anche gli ippopotami sono diminuiti negli ultimi anni, un po’ per l’incremento delle terre destinate alle coltivazioni e un po’ per il bracconaggio che mira ai denti di ippopotamo in sostituzione a quelli di elefante, protetti da leggi severissime.

A me piace molto questo singolare animale, come mi piacciono tutti gli animali della savana. Ognuno ha un suo fascino e una sua bellezza e vederli da vicino è sempre un’emozione.

IL LEOPARDO