Gazzelle e antilopi

Impala Gazzelle e antilopi

ANTILOPI E GAZZELLE

Le gazzelle sono molto numerose nei parchi tanzaniani e forse proprio per questo è difficile distinguere subito una dall’altra. Questo articolo prova a fare un po’ di chiarezza su alcune specie presenti nei parchi tanzaniani.

Gazzelle e antilopi
Impala

La brutta notizia è che sono alla base della catena alimentare e, quindi, ambite prede dei grandi predatori. La bella notizia è che sono bellissime esteticamente. Le femmine vivono sempre in gruppo al seguito di un maschio alfa. I maschi che non hanno da badare a un gregge personale viaggiano in gruppetti.

La differenza tra maschi e femmine? Le corna, ovviamente. In alcune femmine sono assenti, in altre appena accennate, in ogni caso i maschi vanno fieri delle loro corna, molto fieri, e a ragione. Le fogge dei loro palchi sono a volte davvero singolari. A cosa servono? A diverse attività, prima fra tutte la lotta con i loro pari per la conquista del gregge, poi per difesa e per il gioco. A me piacciono per le loro forme.

Gazzelle e antilopi
Hartbeest

Le gazzelle sono bovidi. A volte hanno struttura esile, a volte possente come le antilopi d’acqua o WATER BUCK e caratterizzano le savane tanzaniane. Vivono in branchi che possono raggiungere numeri significativi e sono veloci.

Raggiungono velocità elevate soprattutto se inseguite da un predatore. Il numero è la loro forza e la loro debolezza allo stesso tempo: hanno più probabilità di riuscire a salvarsi, ma allo stesso tempo l’essere catturate non fa una gran differenza per il branco, almeno a livello di numero.

Gazzelle di Thomson
Gazzelle di Thomson

I più inflazionati, concedetemi il termine, sono gli IMPALA

Delicati, eleganti, schivi. Basta un rumore per farli partire in tutte le direzioni. Più delicati ancora e terribilmente fragili i DIK DIK, gazzelle minuscole di pochi chili che tendono a nascondersi negli arbusti, in coppia.

Hanno un particolare nasino a forma di cuore e due occhietti dolcissimi. La loro caratteristica di nascondersi non li rende facilissimi da vedere, ma capita. Solo per un istante, poi scompaiono spaventati dal rumore delle macchine. Raramente si voltano a guardare e c’è quell’attimo in cui gli sguardi si incrociano. Magico.

Poi ci sono le GAZZELLE DI THOMSON, numerose in Serengeti, che si riconoscono da una riga nera che divide il pelo beige del dorso da quello bianco dell’addome, e le loro cugine, le GAZZELLE DI GRANT, simili ma senza riga nera, e le HARTBEEST, con il muso magro magro e allungato.

Queste sono solo alcune delle gazzelle e antilopi che un safari consente di ammirare. Certo, la vista di un predatore come il leone lascia senza fiato, ma un’antilope mette emozione, l’emozione di sapere che in un ambiente tanto ostile vivono creature così gracili ed eleganti da ingentilire l’intero paesaggio. 🙂 🙂 🙂

L’impala