Una notte horror in Serengeti

Una notte horror in Serengeti

Un safari in Serengeti rappresenta tante cose: animali straordinari, flora incredibile, eventi come il passaggio degli ungulati dal fiume Mara durante la migrazione e … avventura.😊😊

Il nostro ultimo viaggio nel parco è di pochi giorni fa. Abbiamo voluto dedicare due giorni proprio per andare a vedere l’attraversamento del Mara all’estremo nord, al confine con il Kenya. Un percorso faticoso anche perché le piogge sono state abbondanti e le strade, nel poco battuto nord, difficilmente praticabili. Pochi anche i visitatori.

Partendo da Arusha la strada è lunga ed è necessario fare una prima tappa in Serengeti centrale, in Seronera.

Il primo giorno abbiamo scorrazzato per le pianure del sud e il Serengeti centrale, passando attraverso la riserva naturale di Ngorongoro e sfiorando le Gole di Olduvai. Una notte horror in Serengeti: Olduvai

Abbiamo incontrato iene, giraffe, dik dik, leonesse fameliche appostate intorno a un branco di bufali. Sono convinta che la nottata abbia portato scompiglio in quel branco e che le leonesse, molto numerose, abbiano messo a segno una caccia spettacolare. Anche un piccolo sciacallo ha fatto una comparsata solo per farci piacere. Il tramonto ci ha lasciato un ricordo indelebile: gli spettacolari tramonti e le magnifiche albe in Serengeti fanno da cornice ad un luogo già incredibile di suo. Una notte horror in Serengeti: Giraffa

La nottata in tenda è trascorsa in compagnia di alcuni impala che brucavano proprio lì vicino.

Una notte horror in Serengeti: Campo tendato

La mattinata del secondo giorno, con un’alba da capogiro, è cominciata con un piccolo intoppo: il nostro Cruiser si è arenato in una enorme pozzanghera fangosa. Dopo diversi tentativi, inclusi scavi e aggiunte di rami sotto le ruote, cominciavamo a disperare. La connessione telefonica per chiamare i soccorsi era completamente assente, il passaggio di altre macchine assai improbabile. Ma a volte bisogna tener conto della fortuna.😃😃 Una notte horror in Serengeti

Dopo un’ora e mezza il caso ha portato sulla nostra strada una camionetta di operai che andavano al lavoro e in men che non si dica, con una corda e un paio di sgommate, la nostra jeep era di nuovo in strada pronta a ripartire.

Abbiamo ripreso il nostro viaggio più allegri che mai in direzione Mara River e abbiamo raggiunto il fiume, ma di passaggi di ungulati neanche l’ombra.😏 Molte greggi ai margini del fiume, ma tutte tranquille e brucanti. Gnu

Intorno alle quattro del pomeriggio abbiamo iniziato a cercare il campo tendato per la notte. Non era vicinissimo e il cielo cominciava ad oscurarsi di nubi: si preparava un temporale.

Abbiamo sbagliato strada diverse volte scoprendo solo dopo che in realtà la strada che portava al campo era stata distrutta dal maltempo nei mesi precedenti.😱

E stava velocemente calando la sera. Ad un certo punto il temporale è esploso in tutta la sua potenza. Tuoni, fulmini, il cielo plumbeo. Un setting da film dell’orrore: davvero una notte horror.

Cosa può succedere di peggio che trovarsi in mezzo al nulla, sotto un temporale apocalittico e senza connessione? Ovviamente che il tergicristallo smetta di funzionare.😱😱

La situazione cominciava a farsi drammatica: bisognava prendere una decisione. Dopo un concistoro di circa dieci minuti, abbiamo deciso all’unanimità che sarebbe stato inutile rischiare di cercare la strada in quelle condizioni e ci siamo preparati a passare la notte in macchina. Una decisione non facile, considerato il posto in cui ci trovavamo. All’esterno animali di tutti i tipi, più o meno aggressivi. La tensione era tangibile, ma nessuno osava esprimerla a parole, anzi, cercavamo di sostenerci a vicenda con qualche battuta, per esempio sul come risolvere il problema pipì, non drammatico, ma nemmeno da sottovalutare.😜

Stavamo sistemando i sedili per poter riposare un po’ quando Moody, occhio di falco, ha intravisto dei fari in lontananza. Una macchina si stava avvicinando da lontanissimo, ma alla fine ci ha raggiunti: era il soccorso mandato dal campo. Non avendoci visti arrivare hanno pensato bene di venirci a cercare.💃🏿💃🏿

Pioveva a dirotto, i fulmini non cessavano ed erano seguiti da tuoni fragorosi. Proprio da brivido.😬

Noi seguivamo l’altra macchina per non perderci di nuovo e alla fine abbiamo raggiunto il campo, sani e salvi.

Abbiamo dormito come dei massi, anche se la sveglia delle cinque e mezza ha rotto l’incanto.

Dopo una colazione veloce siamo ripartiti per il Mara River: volevamo a tutti costi vedere gli gnu passare il fiume e siamo stati accontentati. Non è stato un passaggio mastodontico come quelli che si vedono nei documentari, ma ce l’abbiamo fatta.

A quel punto bisognava ripartire di gran carriera per rientrare ad Arusha: le regole orarie dei parchi sono rigidissime e in più dovevamo riuscire a passare il cancello di Ngorongoro prima delle sei del pomeriggio, ora in cui viene chiuso.

Ci siamo lanciati sulle strade sterrate del Serengeti: dal Mara ad Arusha saranno più o meno 600 km e siamo arrivati in Ngorongoro quindici minuti prima della chiusura, ma in tempo.

Mentre Moody mostrava i documenti per l’uscita nell’ufficio del gate, io e Filippo aspettavamo in macchina con uno dei vetri anteriori aperto a metà. Non è sembrato vero a un babbuino di poter saltare dentro per rubare biscotti e cioccolato. A me e a Filippo ci sono voluti due decimi di secondo per schizzare fuori, ma il nostro ospite è stato più lesto di noi: era già corso in ritirata e si era seduto poco lontano per gustare il suo bottino. Che ci crediate o no, ha iniziato a mangiare la barretta di cioccolato dopo aver tolto la carta che la avvolgeva. So cosa state pensando e avete ragione: la loro intelligenza stupisce anche me.😜
Tramonto

Dal gate di Ngorongoro ad Arusha ancora diverse ore di cammino ci attendevano, ma in tarda serata siamo riusciti a mettere piede in casa. Stanchi, stravolti, sporchi, ma immensamente felici per aver fatto un’altra stupenda esperienza.😊😊😍

 

Il Serengeti prima parte