La riserva naturale di Amani, nel cuore delle montagne Usambara

La riserva naturale di Amani, nel cuore delle montagne Usambara

La montagna ha un fascino particolare, vi è una pace che raramente si trova in altri luoghi. Se si cercano solitudine e raccoglimento, una gita in montagna è l’ideale e le montagne tanzaniane offrono scorci bellissimi. Le Usambara sono antichissime e nascondono ecosistemi unici al mondo. Potevamo rinunciare a farci un giro? Ovviamente no!😃La riserva naturale di Amani

Noi siamo saliti dalla parte est, cioè da Muheza, sulla strada Tanga-Korogwe.😊😊

Volevamo raggiungere la Riserva di Amani, dove in tempi lontani i tedeschi che avevano occupato la Tanzania passavano le loro vacanze.

La strada è a dir poso spettacolare, sia in senso positivo sia in senso negativo. Si tratta naturalmente di una sterrata a strapiombo sul versante del monte, con buche che sembrano più voragini ed un fango difficile da affrontare. Qualche ponte e qualche tornante con un’idea di pavimentazione hanno aiutato i momenti più drammatici. Non ce l’avremmo fatta senza il Land Cuiser. Da valle alla cima ci abbiamo messo tre ore abbondanti e abbiamo lasciato qualche pezzo di schiena e di altro sulla via🙄, ma all’arrivo non abbiamo avuto più alcun dubbio: ne era valsa la pena!! La riserva naturale di Amani

Il panorama della riserva naturale di Amani è incredibile: una vegetazione fitta e una miriade di uccelli danno il benvenuto.

Le Usambara sono ricchissime di piante e animali endemici della zona tanto che sono uno dei luoghi con più biodiversità al mondo.

Noi non avevamo moltissimo tempo a disposizione così abbiamo fatto una scelta di quello che si poteva vedere ed abbiamo cominciato con una gita notturna a caccia di camaleonti. Siamo partiti quando ormai faceva buio e non avevamo idea che il percorso si insinuasse all’interno della foresta, tra rami invadenti e sentieri minuscoli. Ad un certo punto ha cominciato a piovere.😬

La guida non si è scomposta più di tanto ed ha scovato una serie di meraviglie per noi: camaleonti femmine e maschi (con le corna), rane🐸, falene gigantesche🦋, lumache🐌, ragni🕷 e altri insettoni vari. Ma la pioggia non accennava a smettere, anzi, aumentava d’intensità e così abbiamo fatto una scorciatoia per tornare al lodge, inerpicandoci su sentieri scivolosi. All’arrivo, nonostante le giacche, eravamo fradici e infreddoliti, ma molto contenti. Camaleonte maschioCamaleonte - La riserva naturale di Amani

Siamo andati a riposare tra lenzuola e coperte umidicce, con pigiami pesanti e calzettoni da sci.😃

La mattina del giorno seguente John, la guida, ci ha portati a fare un’altra escursione, questa volta botanica, alla ricerca delle violette africane. La violetta africana ha un fiore piccolo, viola intenso, e si arrampica sulle pareti della montagna. Molto suggestiva come pianta e con un colore davvero unico. Violetta africana

Oltre alla violetta abbiamo ammirato alberi strangolatori, piante all’apparenza banali con proprietà detergenti e usate un tempo per lavare gli indumenti, il chiodo di garofano e un albero con strane radici esterne e  con una storia molto singolare. Gli abitanti della zona credono che all’interno di queste radici si trovino gli antenati e, in caso di ricorrenze o anche di bisogni particolari, portano offerte che sistemano all’interno della pianta per propiziarsi la benevolenza degli antenati stessi ed ottenere un buon aiuto.

Radici culturali

Tra le crepe della montagna si trovano spesso delle croci: anche queste sono postazioni votive che servono per fare offerte e richieste di ogni tipo. Croci votive

Una gita diversa, un luogo non accessibilissimo, ma che vale la pena visitare per un sacco di motivi, primo fra tutti proprio la biodiversità.

Il ritorno è stato faticoso come l’andata, sempre sulla sterrata, ma questa volta ancora più pericolosa perché in discesa e perché la pioggia della notte precedente aveva reso il percorso più scivoloso che mai.

Tra un tornante e l’altro, esattamente come succede in pianura, si susseguono i villaggi, aggrappati alla montagna e composti da poche case e qualche piccolo negozietto di generi di prima necessità.

È incredibile pensare che queste persone possano vivere in un ambiente tanto aspro e all’apparenza inospitale, ma a pensarci bene ci sono anche degli aspetti da non sottovalutare, come una vita a contatto con la natura e il clima fresco o più che fresco.

Arrivati sulla strada asfaltata ci siamo diretti verso la costa, dove avevamo intenzione di fare un’altra tappa e ci siamo fermati a dormire a Pangani, il cui racconto troverete nel prossimo articolo.😜😜😜😜

Il giardino botanico, Dar Es Salaam