La valigia

Pensate sia semplice organizzare una valigia? Vi assicuro che non è così.

Anzi. Dovrebbe essere materia di studio superiore se non addirittura universitario. L’unica certezza su cui potete fare affidamento è che ci si dimentica sempre qualcosa. Questo articolo vuole aiutarvi ad uscire con onore dai preparativi della valigia per la Tanzania senza gravi mancanze che guasterebbero la vostra vacanza.

Il reparto medicine è già stato affrontato nell’articolo ‘Info pre viaggio’. Rimangono gli indumenti.
La regola base riguarda i colori: due o tre al massimo per l’intercambiabilità e, trattandosi di una vacanza particolare, movimentata da escursioni e insetti, la scelta di quali appare molto importante. Vanno bene tutte le tonalità del beige, marrone chiaro e verde. Evitate come la peste i colori scuri, il blu in particolare, che attirano gli insetti di cui sopra, tra cui la non simpaticissima mosca tse tse.

La seconda regola da seguire è il cosa.

Cosa mettere nella famigerata valigia? Partite sempre dai piedi e dalla biancheria intima, poi magliette e pantaloni (da trekking per i safari, normali per le sere e le gite in città). Il tutto nel numero dei giorni che durerà il vostro viaggio più due. Considerate un paio di maglioni, un piumino di mezza stagione, una cerata, un cappello a tesa larga e due paia di scarpe, da arrampicata e non.

La valigia ideale per sette/otto giorni non supera i quindici chili e ha le rotelle. Evitate i borsoni, poco maneggevoli anche se di dimensioni ridotte, e gli zaini, delle vere zavorre, a meno che non prevediate di fare trekking.

Nel bagaglio a mano da portare con voi in aereo il must è il set per lavarsi i denti: ci sono ormai delle magnifiche confezioni da viaggio in tutti i supermercati con spazzolino, dentifricio, filo interdentale e scovolino molto comodi e di dimensioni ridottissime.

Aggiungete un buon libro, gli averi personali da mettere in una taschina facilmente raggiungibile per i duecento controlli che affronterete, l’apparecchiatura fotografica, la tecnologia (laptop, I-pad e simili) e l’orribile cuscino a ferro di cavallo. È davvero un’oscenità, ma il volo è lungo e i ronfini multipli ed è l’unica cosa che preserva la vostra testa dal ciondolare lateralmente e pericolosamente verso il vicino di posto e la vostra bocca dal perdere spiacevoli liquidi favoriti dalla forza di gravità.

Io aggiungo sempre anche una copertina leggera. La compagnia aerea ne fornisce una di default, ma cosa c’è di più tenero dell’addormentarsi sognando la destinazione avvolti nel rassicurante plaid di casa?

Per tutto quello che riguarda il bagaglio a mano va bene uno zainetto di quelli con mille tasche: è più comodo in caso di transiti e coincidenze perché vi lascia entrambe le mani libere. A questo punto sapete tutto quello che serve
e a me non resta che augurarvi buon viaggio!

https://www.spaziosafari.com/langolo-filologico/2018/02/15/mzungu/