Si parte!

Kilimanjaro

È giovedì e sono le 6.30 del mattino, si parte!

Sono seduta paziente al mio posto sull’aereo in attesa del decollo. Destinazione: Kilimanjaro.

Sono ormai anni che divido la mia vita tra Italia e Tanzania, eppure ogni volta che parto mi emoziono. Perché? Per una serie di motivi, in cima ai quali c’è il mio amore per questo paese.

Il volo è lungo, non c’è dubbio, ma ne vale sicuramente la pena.

Il monitor propone una selezione di ottimi film, io però sono più interessata alla funzione ‘your flight’ e, tra un sonnellino e l’altro, seguo il tragitto. Grecia. Egitto: e scorrono Il Cairo, Luxor, Assuan. Sempre con il Nilo  che accompagna si arriva al deserto nubiano, poi il Sudan e l’Etiopia e finalmente il Kenya. Nairobi dista quattro ore di macchina da Arusha: con l’aereo si tratta di una mezz’ora abbondante, ma si ha la certezza di essere in dirittura d’arrivo e finalmente il pilota annuncia l’imminente atterraggio all’Aeroporto Internazionale del Kilimanjaro.

È ormai buio, ma io sono riuscita comunque a fotografare dal finestrino uno splendido tramonto. Non vedo l’ora di scendere.

Il Nilo visto dall’aereo

Le formalità all’ufficio immigrazione, di solito piuttosto lente, si risolvono in una manciata di minuti. Ritiro veloce dei bagagli e fuori!

Vengo immancabilmente assalita da odori caratteristici e ormai familiari, compreso quello del kuku choma (pollo alla griglia) che Moody mi procura sempre insieme alle chipsi, patatine fritte, amatissime dai tanzaniani.

L’acqua è rigorosamente naturale.

Il viaggio non è ancora finito: bisogna arrivare ad Arusha e, mentre io addento il pollo, i villaggi scorrono uno dopo l’altro, simili e brulicanti. I bar lungo la strada raccolgono gli avventori: una birra, una chiacchierata, una serata con gli amici.

Man mano che ci avviciniamo ad Arusha la stanchezza comincia a farsi sentire. Dall’esterno entrano profumi di vario genere: quello più intenso sembra salvia o comunque una pianta aromatica.

Siamo a fine novembre e gli spettacolari Christmas Tree cominciano la loro fioritura rosso intenso creando incredibili macchie di colore.

Siamo arrivati alla periferia di Arusha: inizia la grande strada che circonda tutta la parte nord della città. E, ovviamente, comincia il traffico.

Per raggiungere il nostro quartiere dobbiamo girare in una sterrata. È deserta, se non si considerano i cani randagi. Ecco ci siamo, il cancello: siamo arrivati. Sono tornata.

La grande migrazione