Il safari Duma

Oggi parliamo di un safari spettacolare, il safari Duma, che ci porterà a visitare l’Arusha NP, il cratere di Ngorongoro e il fantastico Serengeti.

L’aeroporto Internazionale del Kilimanjaro è l’ingresso nel magico mondo del safari: all’arrivo si viene accolti da un muro di guide che aspettano i clienti, gli ospiti come li chiamano loro. Sì, perché per la guida che ci seguirà per tutta la nostra permanenza noi siamo speciali. Farà di tutto per farci stare bene e sentire a nostro agio.

Serengeti

L’ingresso in Serengeti

Le guide sono incredibili: fanno questo lavoro con passione e il benessere dei wageni (pron uagheni), gli ospiti appunto, è il fulcro delle loro giornate.

I sentieri sterrati e a volte fangosi dei percorsi all’interno dei parchi lasciano la jeep piuttosto malconcia al rientro serale, ma state tranquilli, il mattino successivo la troverete perfettamente pulita e riordinata, pronta a riportarvi in savana. A volte ci si chiede se riescano a dormire, ma le guide sono così, efficienti e disponibili.

Le partenze al mattino sono sempre di buon’ora. Le distanze sono notevoli e le strade a volte difficoltose, anche se in miglioramento costante.

Il safari Duma comincia con una visita all’Arusha NP proprio per concedere un inizio soft in un parco vicino alla città, ma ricco di dettagli incredibili.

Ngorongoro

Ngorongoro

Questo piccolo parco è per buona parte ricoperto dalla foresta pluviale: i sentieri si intrufolano in una fitta boscaglia dove i piccoli primati si nascondono e gli alberi strangolatori sono numerosi.

Il protagonista del parco è il Monte Meru, un antico vulcano che vanta il privilegio di essere il secondo monte più alto della Tanzania dopo il Kilimanjaro, distante più o meno settanta chilometri.

Un altro luogo di interesse sono i sette laghi Momella, laghi alcalini dove i fenicotteri trovano un ambiente ideale, ma senza dimenticare il cratere di Ngurdoto, una piccola caldera ricchissima di fauna.

Gli animali sono numerosi, anche se il leone è completamente assente. Questo fatto può sconcertare qualcuno, ma in sé è positivo in termini di concentrazione di turisti: dà la possibilità di godersi appieno la natura senza la ressa che talvolta opprime i parchi più famosi.

Il terzo giorno il programma prevede la partenza per il Serengeti. Tre giorni e tre notti in questo parco danno l’opportunità di scoprire molti angoli speciali, fare incontri incredibili e visitare spazi enormi con un po’ più di calma e relax.

Il Serengeti non ha bisogno di presentazioni: si tratta probabilmente del parco più visitato nel continente e più filmato in generale. Una ragione c’è: all’interno dei suoi 15.000 kmq si può trovare tutto e si possono fare esperienze indimenticabili.

Serengeti

Moody e Filippo pronti ad entrare

Inserito come patrimonio mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, questo parco è la casa di una fauna numerosissima, oltre ad essere il testimone silenzioso  della più grande migrazione di erbivori che esista sulla Terra. Si muovono a migliaia in cerca di pascoli, e camminano. Camminano incessantemente per raggiungere quel fiume Mara al di là del quale troveranno pascoli freschi e acqua, lo stesso fiume Mara dove i coccodrilli aspettano le loro prede per mesi e fanno un’ecatombe tutte le volte. Uno spettacolo duro, non adatto a chi si impressiona, ma che testimonia la forza della natura in tutta la sua potenza.

Tornando dal Serengeti, il sesto giorno, si arriva all’Area di Conservazione di Ngorongoro e si scende in cratere: una vera oasi per migliaia di animali, un luogo protetto dove, anche se rarissimamente, un rinoceronte nero fa la sua comparsa lasciando tutti senza fiato. Anche il Rim che circonda la caldera del cratere di Ngorongoro è uno spettacolo da non perdere: da lì si può capire perfettamente quale potenza possa aver avuto l’esplosione che milioni di anni fa ha fatto collassare il vulcano che ha creato questo luogo meraviglioso.

In cratere si può stare per un massimo di sei ore per evitare un’eccessiva concentrazione di veicoli, ciononostante è quasi impossibile trovare una giornata senza sovraffollamento. Dobbiamo accettare di condividere questi luoghi con tutti gli appassionati che numerosi vengono in Tanzania ogni anno proprio per ammirarli.

Ngorongoro info

Ngorongoro info

L’ultima notte si passa nel villaggio di Karatu dove le sistemazioni sono di ottimo livello e quasi sempre immerse in stupendi giardini.

L’ultimo giorno si rientra ad Arusha per il viaggio di ritorno. Non è facile lasciare questi luoghi e un safari è un viaggio che lascia il segno.

Posso solo dirvi che non sta scritto da nessuna parte che non ci si possa tornare: noi saremo qui ad aspettarvi con altri programmi e nuove proposte!!

A presto!😜😜

Il Serengeti prima parte