La rivolta di Majimaji

rivolta di Majimaji
rivolta di Majimaji
Immagini dell’epoca

La rivolta di Majimaji prende il nome da una vecchia leggenda secondo la quale i tanzaniani credevano che sarebbero stati immuni dall’essere uccisi poiché i proiettili, prima di colpirli, si sarebbero trasformati in acqua: maji, in swahili, significa appunto acqua. Come potete intuire, non è andata esattamente così.

Il periodo coloniale non è stata una passeggiata e forse mai come durante una dominazione nascono forti e profondi sentimenti nazionalistici, anche dove un vero senso di nazione ancora non c’è. La perdita delle libertà elementari innervosisce e unisce nella sofferenza.

Agli inizi del XX secolo, la Tanzania faceva parte dell’Africa Orientale Tedesca e i tanzaniani venivano sistematicamente sfruttati, in condizioni di vita durissime, nelle piantagioni di cotone di proprietà dei colonizzatori. Non in un giorno e nemmeno in un mese, ma questo trattamento cominciò a diventare inaccettabile e il risentimento covato da tempo esplose in una feroce rivolta.

rivolta di Majimaji
Il capo dei Wamwera, catturato e successivamente impiccato

Le piantagioni erano concentrate a sud-est del paese e a Kilwa, sulla costa, si scatenò il primo focolaio che, come una miccia, innescò la successiva diffusione della rivolta in tutta la Tanzania del sud: da Lindi fino a Songea.

Com’è facilmente immaginabile, la rivolta di Majimaji fu soffocata sia con esecuzioni che per fame. Le conseguenze furono atroci: migliaia di morti e malnutrizione diffusa.

Tra i guerrieri tanzaniani più agguerriti contro il regime coloniale ci furono gli Ngoni. Loro non si lasciarono domare e continuarono la lotta, ma molti furono impiccati e il loro capo, Songea, fu decapitato. E impiccato fu anche il re dei Wamwera, la tribù della zona di Lindi.

A livello amministrativo, la rivolta di Majimaji portò qualche piccolo, se non impercettibile, cambiamento in favore del popolo tanzaniano ma, come accennavo all’inizio, ebbe come risvolto la capacità di sviluppare un’identità nazionale che porterà, sebbene parecchi anni dopo, al movimento per l’indipendenza.

(Le foto sono state fatte al National Museum di Dar es Salaam)

Feste e ricorrenze tanzaniane