La rivoluzione di Zanzibar

La rivoluzione di Zanzibar

L’isola di Unguja è la più grande e la più famosa dell’arcipelago di Zanzibar e quella più frequentata dai turisti. Una meta molto richiesta anche dopo un safari nella Tanzania continentale per trascorrere qualche giorno di relax in lodge caratteristici ed approfittare delle bellissime spiagge che l’Oceano Indiano offre.

Tra le escursioni più gettonate c’è il giro di Stone Town, la capitale. Una città molto caratteristica, piena di intricati viottoli e di costruzioni antiche che ricordano i tempi andati e il sultanato che governava prima del 1964, anno in cui l’isola si è unita al Tanganyika formando la Repubblica Unita di Tanzania e Zanzibar, precisamente il 26 aprile.

Il 1964 è stato l’anno della famosa rivoluzione di Zanzibar che ha portato al rovesciamento del sultano Jamshid Bin Abdullah. Gli scontri sono durati poche ore e sono scaturiti da una spontanea rivolta popolare da parte della popolazione africana. Nessuno se l’aspettava, ma ha portato ai cambiamenti politici di cui parlavo prima.

Sul lungomare di Mizingani Road si trova uno dei palazzi più iconici di tutta la città, la più grande struttura architettonica dell’isola, la Casa delle Meraviglie o Beit El Ajaib. Questo edificio ha diverse unicità: sembra sia stato il primo ad essere dotato di luce elettrica e ad avere un ascensore, tanto per citarne alcune. Anche il portale non aveva uguali e i portali di Stone Town sono famosi per la loro bellezza e raffinatezza degli intarsi.

Oggi è sede di un museo che raccoglie notizie sulla cultura dei dhow, le tipiche imbarcazioni, gli ambienti della costa e la cultura swahili.

Era la residenza del sultano, almeno fino al 1964, e la sua costruzione era stata completata nel 1883. Fa parte, come la città di Stone Town, dei siti protetti dall’Unesco ed è forse la maggiore attrazione che i turisti provenienti da ogni parte del mondo desiderano visitare.

La rivoluzione di Zanzibar

Desideravano. Sì, purtroppo nel giorno di Natale dello scorso anno, questo spettacolare edificio, che doveva essere restaurato con fondi provenienti dal Governo dell’Oman, è collassato creando un danno inestimabile al patrimonio culturale ed al turismo in generale.

Le autorità si sono attivate subito per far fronte al disastro ed assicurano che tutto sarà riportato all’antico splendore, ma per ora dovremo aspettare un bel po’ di tempo prima di poter godere ancora delle bellezze e delle singolarità di questo storico palazzo.

La rivoluzione è finita da un pezzo, Zanzibar non è più un sultanato e la realtà di oggi è ben diversa da quella in cui l’ultimo sultano viveva. Ciononostante per le vie, in ogni portale e in tutti i palazzi storici si può ritrovare l’atmosfera di un tempo, fatta di ricercatezze e forme artistiche singolari e appartenenti ad un mondo lontano.

Ho potuto constatare parecchie volte che visitare luoghi storici ha un fascino particolare. Ci si rende conto, passando per le strade, che quelle stesse strade sono state testimoni di altri passaggi e di eventi di cui si respira ancora l’aria. I palazzi ormai disabitati o convertiti in musei erano l’abitazione di personaggi che hanno fatto la storia, nel bene o nel male. Questa sensazione è tanto singolare quanto personale. A me dà l’opportunità di sentirmi parte di qualcosa che è stato e che ha fatto in qualche modo la differenza.😊

I portali Di Stone Town