I Datoga seconda parte

datogadatogaNella tribù dei Datoga per potersi sposare il pretendente deve far dono alla famiglia della ragazza di un certo numero di bovini, tra gli otto e i dieci.

Gli altri parenti provvedono a regalare capre.

Se la trattativa si conclude positivamente con il matrimonio, la moglie inizia ad indossare una serie di bracciali che non toglierà mai più e a ciascuno dei quali attribuirà un significato particolare legato alla sua vita personale.

Le donne Datoga accasate indossano anche due vestiti di pelle

Uno esterno ed uno a contatto con l’epidermide. Anche quest’ultimo non verrà mai tolto per tutta la vita.

La prima delle due mogli della famiglia che ci ha accolto ha sviluppato per me una particolare simpatia e mi ha prestato il suo vestito esterno ed una collana per tutto il tempo della visita.  Mi ha anche insegnato a fare la farina di mais alla loro maniera, cioè con due grosse pietre. Non è stato facile, lo ammetto, ma ne sono uscita con una certa dignità. 😀

Questo goffo tentativo si è svolto nella stanza centrale della casa.

Le case sono di forma rettangolare con una struttura fatta di rami, fango e sterco. Il tetto è piatto e coperto di frasche. Mi è stato concesso anche di dare una sbirciatina veloce alla cucina e alla camera da letto, arredata solo con le stuoie sulle quali riposano e con un filo che la percorre trasversalmente e che serve ad appendere gli indumenti.

datogabraccialeL’empatia che si è creata fra me e la signora Datoga ha portato a guadare insieme alcune foto scattate e alla promessa di mandargliene una via Joseph. Ovviamente ho mantenuto il mio impegno e sono sicura che Joseph ha mantenuto il suo.

Ho fatto anche acquisti nel reparto gioielli, due bracciali, e, sempre con l’aiuto dell’onnipresente Joseph, che parla la loro lingua, ho imparato e usato il saluto ufficiale della tribù: seyu (pron. seiù).

Al momento di congedarci è successo un fatto straordinario: la mia nuova amica mi ha abbracciata, spontaneamente e con un sorriso. I Datoga sono famosi per essere molto fieri e poco propensi alle aperture verso chi non appartiene alla loro tribù. Quell’abbraccio ha rappresentato molto per me e, penso, per la signora. Un attimo, solo un attimo, ma molto intenso, carico di tanti significati.