La tribù Waha

LA TRIBÙ WAHA

WahaKigoma, capitale dell’omonima regione, è una città della Tanzania occidentale, posta sulle rive orientali del Lago Tanganyika. La vivacità della città è dovuta all’importante porto, artefice del suo sviluppo economico. È circondata da montagne e da Kigoma si parte per visitare i parchi nazionali Mahale e Gombe, il gioiello che Jane Goodall ha reso famoso per le sue ricerche e la preservazione degli scimpanzé.

Siamo anche quasi al confine con il Burundi, con cui la Tanzania condivide una tribù. Il gruppo tanzaniano è quello dei Waha che in Burundi si chiamano Warundi. In Tanzania rappresentano circa l’8% della popolazione ed hanno una storia complicata. Nascono pastori, ma sono costretti ad abbandonare la pastorizia a causa delle infezioni portate dalla mosca tsé tsé e cominciano a dedicarsi all’agricoltura. Coltivano miglio, mais, patate e saggina. Anche la pesca e la caccia rientrano nelle loro attività, come la raccolta di frutta selvatica.

WahaLa tipica casa Waha è piccola, rotonda e completamente ricoperta di fitti strati di paglia che creano una sorta di struttura geometrica molto precisa e armoniosa. Gli strati iniziano ad essere posizionati a partire dal basso e proseguono fino a raggiungere il tetto. Loro la chiamano ngondano, che in swahili significa intimità, forse perché non ci passano molto tempo, solo quello strettamente legato alla famiglia.

La copertura esterna e la totale assenza di finestre rendono l’interno della casa molto buio ed è necessario il fuoco per poterlo illuminare, fuoco che corrisponde anche al luogo in cui si cucina.

L’arredamento interno è scarno, solo pochi oggetti, ma quello che lascia a bocca aperta è la struttura di rami meticolosamente intrecciati, al di là dei quali si può toccare il fitto rivestimento esterno.

Io sono affascinata dalle tribù: ogni volta scopro un mondo, fatto anche di piccole cose, come un oggetto particolare o, come in questo caso, da un ambiente singolare.

Il nome e l’assenza di finestre mi informano che questo è l’ambiente dell’aspetto privato della tribù, l’ambiente dove, la sera, tutto il resto rimane fuori, dove solo la famiglia ha il privilegio di entrare.