La tribù dei Wagogo

I Wagogo, tribù abbastanza numerosa con una popolazione stimata di quasi un milione e mezzo di persone, sono un gruppo bantu della regione di Dodoma e la loro terra viene chiamata Ugogo.

Originariamente pastori, si mossero successivamente verso le zone urbane e si convertirono all’agricoltura.

Potrebbero discendere dalle tribù degli Hehe e dei Nyamwesi che nel diciannovesimo secolo invasero le loro terre e, con ogni probabilità, vi si mescolarono con matrimoni misti.

La loro terra si trovava proprio sulle rotte delle carovane che passavano con carichi provenienti da e diretti alla costa. Carovane di traffici europei e arabi.

Queste carovane e i loro carichi attraversavano l’Ugogo avanti e indietro, infastidendo non poco la tribù. Inizialmente provarono a disturbare, poi, probabilmente seccati dal viavài, misero una tassa sul transito per chiunque volesse attraversare la loro terra.

Henry Stanley, il giornalista-esploratore che scovò Livingstone creduto morto da tutti, attraversò l’Ugogo che descrisse come terra poco popolata ed espresse giudizi poco edificanti sui suoi abitanti.

In effetti la posizione della regione dei Wagogo è terra arida, soggetta alla siccità, quindi un luogo duro, difficile da abitare.

I Wagogo nacquero come allevatori di bestiame, ma in un secondo tempo si convertirono all’agricoltura, con coltivazioni principalmente di frumento.

I rapporti sociali erano complessi, come in quasi tutte le tribù tanzaniane. I valori del buon vicinato, della solidarietà e dell’ospitalità erano alla base della convivenza.

Anche la famiglia aveva un ruolo molto importante, basti pensare che il legame che univa un fratello e una sorella era più profondo di quello tra marito e moglie. Le donne lasciavano la famiglia di origine quando si sposavano, ma mantenevano con essa un rapporto molto stretto.

Il divorzio era raro, ma contemplato. Dato che al momento del matrimonio il futuro sposo doveva donare del bestiame alla famiglia della sposa, in caso di divorzio questo bestiame doveva essere restituito e la tutela dei figli era affidata al padre.

La poligamia era accettata, ma non largamente praticata.

Per gestire le questioni della tribù c’erano due capi: uno politico, il ‘sultano’, e uno religioso.

Il capo religioso era molto influente nella vita della comunità. Possedeva ricchezze in termini di bestiame e prendeva le decisioni che riguardavano la sfera privata ed economica come i matrimoni, i riti d’iniziazione e le tempistiche di semina e raccolto e aveva il potere di giudicare alcuni crimini come l’omicidio e la stregoneria. Insomma, una vera colonna portante della comunità, molto rispettato e anche parecchio temuto.

Gli uomini seguivano una suddivisione legata all’età. Coloro che avevano l’età giusta per diventare guerrieri, difendevano la tribù dalle incursioni di altri gruppi, come i Wahehe, e razziavano il bestiame altrui.

Insomma, un gruppo decisamente singolare che abitava una terra singolare. Non deve essere stato facile convivere con un territorio aspro e con vicini rissosi e conquistatori, ma la vita non era facile per nessuno a quei tempi.

Attualmente i Wagogo continuano, per la maggior parte, a vivere nella regione di Dodoma.

La zona è rimasta invariata nelle sue caratteristiche climatiche e territoriali ed è incantevole da un punto di vista paesaggistico.😊

La curiosità di oggi: il Dottor Maguo è originario di Dodoma ed è un Gogo.😊

Dottor Maguo

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